
Non la si può chiamare realmente “truffa” ma certamente è comunque un raggiro del cliente il quale non sempre conosce nel dettaglio le varie e reali possibilità di ricevere un prestito personale.
Ultimamente alcuni clienti ci riferiscono un “modus operandi” particolare, nei confronti di una specifica categoria di clienti, di alcuni operatori del settore:
Un cliente, dipendente di una ditta privata con pochi mesi di anzianità di servizio, necessita di una cifra piuttosto elevata. L’operatore/mediatore gli conferma a parole che può averla ma che il “modus operandi” in questo caso è quello di fare prima una piccola cessione del quinto per una cifra di 4.000/5.000/8.000 euro e poi dopo tre giorni dall’erogazione della cessione potrà certamente avere una cifra superiore anche di 25.000 euro. Naturalmente niente di ciò viene messo per iscritto e alla fine il cliente si sentirà dire che per un motivo o per un altro il secondo prestito non è stato accettato.
Questo modo di operare è certamente “truffaldino” perchè l’operatore sa bene dall’inizio che non potrà mai erogare una cifra particolarmente elevata (oltre i 20.000 euro) ad un dipendente di azienda privata con poca anzianità di servizio (meno di un anno) e dunque in un certo senso “afferra” il cliente con un contratto inferiore alla cifra desiderata (l’unico fattibile in quel caso) promettendogli qualcosa in futuro che sa già di non poter poi mantenere.
In questi casi esiste un solo consiglio. Non fidatevi delle parole ma solo di ciò che viene messo per iscritto.
Eliana Matania
Marco Benetti
