Archivi per la categoria ‘cessione del quinto’

Cessione del Quinto a Bancari

venerdì, 28 agosto 2009

E’ opinione abbastanza diffusa che i Dipendenti di Banca non possano ottenere la Cessione del Quinto.

In effetti le Compagnie di Assicurazione che devono coprire il rischio impiego hanno, per lungo tempo, rifiutato di garantire le pratiche di Dipendenti Bancari.

Il motivo, ovviamente, non è legato all’affidabilità del Datore di Lavoro ma ad alcuni problemi legali riscontrati in passato e legati alla “messa a disposizione” del TFR dei dipendenti in caso di dimissioni.

Da qualche tempo alcune Compagnie di Assicurazione hanno mutato atteggiamento verso queste pratiche e accettano di buon grado di coprire il rischio delle pratiche di Cessione del Quinto e Delega di Pagamento dei Dipendenti di Banca.

Faccio una premessa “tecnica” indispensabile: l’ammontare massimo erogabile ad un qualsiasi dipendente di azienda privata (con la parziale eccezione dei neoassunti) è legato al TFR lordo accantonato dal Dipendente e a un coefficiente, assegnato dalla Compagnia di Assicurazione, che dipende dal grado di rischio che la compagnia stessa accetta di assumersi per i Dipendenti di ogni Azienda. Maggiori sono le garanzie di solidità che l’Azienda offre (numero di Dipendenti, numero di anni di attività, risultati di bilancio, grado di indebitamento ecc.) maggiore sarà il coefficiente.

La formula che viene utilizzata è: TFR lordo X coefficiente = montante massimo (capitale + interessi) del prestito.
Facendo un esempio: se un Dipendente ha maturato 10.000€ di liquidazione e la sua Azienda ha coefficente 4 allora potrà richiedere un prestito massimo di 40.000€ di montante.

Ho deciso di pubblicare la lista dei coefficienti attualmente assegnati dalle compagnie di assicurazione con cui lavoriamo alle principali banche italiane. Ciascun dipendente potrà così stimare il prestito massimo che potrà richiedere.

VAI ALLA LISTA DEI COEFFICIENTI PER UN PRESTITO CON CESSIONE DEL QUINTO A DIPENDENTI BANCARI

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ANCORA SULLE CESSIONI DEL QUINTO DIPENDENTI PICCOLE AZIENDE

mercoledì, 24 giugno 2009

Volevo aggiornarvi sulla situazione per la cessione del quinto agli assunti in società con meno di 16 dipendenti e per coloro che prestano servizio presso ditte individuali.

Da alcuni giorni L’ISVAP (l’Ente che ha funzioni di controllo nel settore delle assicurazioni) ha, di fatto, rivoluzionato i “criteri assuntivi” inerenti alla cessione del quinto.

In sostanza, ci troviamo a “stravolgere” tutto ciò che precedentemente era stato detto sul Blog sui requisiti minimi richiesti per accedere alla cessione del quinto per i dipendenti di piccole aziende.

Ad oggi ci troviamo a non poter più finanziare i dipendenti di ditte individuali ed a richiedere ai lavoratori di  società di persone ( SNC SAS ) e società di capitale ( SRL SPA ) con meno di 16 dipendenti, un’anzianità minima di almeno 4 anni. Ci dispiace dovervi imporre queste ulteriori limitazioni ma siamo costretti ad adeguarci a quanto imposto dalle compagnie assicurative.

Possiamo dire che siamo entrati in periodo piuttosto difficile per i prestiti con cessione del quinto ai dipendenti privati, ma siamo comunque ottimisti e aspettiamo per il futuro un “addolcimento”  sui requisiti richiesti da parte delle compagnie assicurative.

Federico Evangelista

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Il rinnovo della cessione del quinto. Consigli importanti.

martedì, 19 maggio 2009
Abbiamo ricevuto una recensione negativa da parte di Ermanno, un cliente appena finanziato.
Ermanno si lamenta del fatto che, rispetto al preventivo proposto inizialmente, il netto erogato sia stato inferiore di ben 1.000€. Ho lasciato spazio a Corrado, che aveva seguito la pratica, per “discolparsi” però volevo approfondire la questione perchè mi
dà spunto per spiegare alcuni meccanismi importanti che è bene conoscere.

Il cliente aveva richiesto un rinnovo su una preesistente cessione di importo ancora molto elevato. Ho già avuto modo di spiegare che estinguere una cessione con una lunga durata residua non è mai conveniente perchè la “vecchia” Banca addebita nel conteggio estintivo tutte le spese accessorie al prestito che non sono state ancora ammortizzate (compensi provvigionali del mediatore, premi assicurativi, spese di intermediazione, spese di istruttoria ecc.).

Quello che si risparmia estinguendo anticipatamente il debito è solo l’ammontare dei veri e propri interessi che nel contratto vengono indicati dal tasso TAN. Quando la cifra da estinguere è ancora elevata, diventa quindi fondamentale conoscere questo tasso TAN per poter effettuare una stima attendibile della cifra da rimborsare. Se invece non lo si conosce (è il caso in questione perchè il cliente aveva perso il contratto) allora si va “a occhio” ma il calcolo può risultare sbagliato di parecchio.

Ho alcuni importanti suggerimenti da darvi:
1) è meglio evitare di rinnovare cessioni del quinto o deleghe con durate residue ancora lunghe. Aspettate di aver pagato
almeno il 40% delle rate altrimenti la cifra da rimborsare risulta sempre superiore a quanto ci si aspetta;

2) per valutare la reale convenienza della pratica forniteci sempre il TAN del prestito da estinguere. Avremo così modo di
calcolare il conteggio estintivo e potremo darvi una stima sufficientemente precisa del netto erogato;

3) se state chiedendo dei preventivi per un rinnovo a diverse finanziarie, fate la vostra scelta sulla base del finanziato
netto del nuovo contratto proposto piuttosto che su quanto vi promettono di “mettervi in tasca”. Mi spiego meglio: ipotizziamo che un cliente stia valutando di rinnovare una cessione già in corso di rata 200€ e durata residua di 80 rate. Richiede il preventivo a due diverse finanziarie:

Preventivo A: la prima finanziaria gli propone una rata di 300€ per 120 mesi con netto erogato di 24.500€. Poi stima il debito residuo da estinguere a 13.800€ per cui il “netto in tasca” risulta essere di 24.500€ – 13.800€ = 10.700€;


Preventivo B: la seconda finanziaria gli propone una rata di 300€ per 120 mesi con netto erogato di 24.300€. Poi stima il
debito residuo da estinguere a 13.400€ per cui il “netto in tasca” risulta essere di 24.300€ – 13.400€ = 10.900€

E’ evidente che il primo preventivo è più conveniente perchè prevede un netto erogato più alto. Ma se il cliente valuta la pratica solo sulla base di quanto gli hanno promesso dopo avere estinto il debito allora potrebbe essere ingannato da una valutazione ottimistica (e spesso volutamente ottimistica) del debito da estinguere.

Possono sembrare osservazioni ovvie e scontate ma molto spesso la telefonata o il colloquio di preventivo si svolgono in questi termini: “le facciamo una rata di 300€ per 120 mesi, estinguiamo il debito residuo e le diamo una liquidità di circa 10.900€ netti”. Poi, al saldo, arriva la sorpresa.

La morale è: chiedete sempre il netto erogato (nei contratti viene spesso indicato come “netto ricavo”) e il TAEG!

Spero di esservi stato utile.
Marco Benetti
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Prestito a dipendenti ATC

venerdì, 10 aprile 2009

Agenzia Territoriale per la Casa Torino Vorrei riassumere qui le caratteristiche di un prestito in busta paga a dipendenti ATC

(Agenzia Territoriale per la Casa – ex IACP – Torino).

L’ATC viene equiparata ad un’amministrazione pubblica. Usufruisce di condizioni di favore e non viene richiesto il rapporto TFR/montante. E’ possibile quindi finanziare, anche per durate lunghe (120 mesi) coloro che sono stati assunti da poco tempo.

L’amministrazione ATC accetta la Delega di Pagamento, ovvero quella seconda trattenuta in busta paga, che, affiancata alla cessione del quinto, permette di cedere fino al 40% del proprio stipendio. Diventa utile a chi ha già una Cessione in corso non rinnovabile oppure per chi ha bisogno di una somma elevata.

Per richiedere il prestito non sarà necessario farsi compilare alcuna documentazione: basterà farci avere via e-mail o fax (info@gruppomoney.it – 02.55.700.205) copia della busta paga, dei documenti personali e il modello di Autorizzazione. Al resto penseremo noi.

Federico Evangelista

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Prestiti con cessione del quinto a dipendenti AMSA Milano

mercoledì, 1 aprile 2009

Vorrei riassumere qui le caratteristiche di un prestito in busta paga a dipendenti del gruppo AMSA Milano (Azienda Milanese Servizi Ambientali).

Partiamo con le buone notizie: il gruppo AMSA Milano (AMSA, AMSADUE, AMSATRE) viene classificata dalle compagnie di assicurazione come società parapubblica. Questo comporta alcuni importanti vantaggi:

  • le condizioni di tasso applicabili sono tra le migliori del mercato;
  • non viene richiesto il rapporto TFR/montante per cui è possibile finanziare, anche a 120 mesi, chi ha poco TFR accantonato (ad esempio i neoassunti).

Le cattive notizie sono che AMSA ha posto alcune limitazioni:

  • non vengono più accettate le delegazioni di pagamento. Quelle in essere vanno in esaurimento;
  • le cessioni del quinto possono essere rinnovate solo dopo che sono state pagate il 40% delle rate. Ad esempio, una cessione decennale potrà essere rinnovata solo trascorsi quattro anni. Per la verità questa è una decisione che mi sento di condividere perchè pone un limite ai rinnovi “prematuri”. Potete leggere QUI i motivi della mia opinione.

Per richiedere le cessione del quinto non sarà necessario farsi compilare alcuna documentazione: basterà farci avere via e-mail o fax (info@gruppomoney.it – 02.55.700.205) copia della busta paga, del CUD e dei documenti personali. Al resto penseremo noi.

Vi ricordo che GruppoMoney.it ha sede a San Donato Milanese; i dipendenti AMSA potranno quindi scegliere di venire di persona nei nostri uffici.  Questo ci permetterà di conoscerci di persona e di velocizzare l’iter della pratica.

Marco Benetti

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Prestito con Cessione del Quinto a Dipendenti Piccole Aziende e Ditte Individuali

venerdì, 27 marzo 2009

Voglio approfondire l’argomento della cessione del quinto dello stipendio a Dipendenti di Piccole Aziende ovvero quelle ditte che hanno un numero di dipendenti compreso tra 3 a 15 e comunque tutte quelle sotto forma di società di persone cioè SAS, SNC oppure  Ditte Individuali.

Ricordo che sotto i 3 dipendenti le pratiche non vengono mai accettate.

Il periodo di stretta creditizia che stiamo attraversando ha colpito anche il mondo della cessione del quinto. Avendo poca liquidità a disposizione, le banche tendono a privilegiare le pratiche più sicure e quindi finanziano di preferenza i Dipendenti Pubblici e Statali, quelli delle aziende più grandi e i Pensionati.

E’ quindi diventato un pò più difficile finanziare i Dipendenti della Piccole Aziende. Vorrei qui precisare i requisiti minimi ora richiesti perché una richiesta abbia un concreta possibilità di essere accettata.

Occorrono necessariamente:

- Una anzianità di servizio minima di 2 anni (3 anni per i dipendenti di Ditte Individuali) e un contratto a tempo indeterminato full-time (contratti Part-Time e di Apprendistato non sono accettati);
- Non avere nessun grado di parentela con i proprietari e i soci dell’azienda;
- Prestare regolare servizio (se si è in maternità, aspettativa, infortunio, malattia a lungo termine, cassa integrazione la richiesta viene rifiutata).

Come ormai è stato piu volte detto nel blog, la cessione del quinto è un tipo di Finanziamento che si lega molto all’azienda in quanto viene valutata la solidità della ditta per la quale il Dipendente presta servizio. A questo riguardo è necessario sapere che:

- deve essere costituita da almeno 4/5 anni;
- i bilanci devono essere assolutamente “in ordine”;
- alcune categorie merceologiche di piccole aziende non vengono accettate: aziende edili, agenzie di scommesse, società di vigilanza.

Se sono rispettati i requisiti sopra elencati allora il dipendente potrà chiedere un finanziamento con queste caratteristiche:

  • Una durata massima del finanziamento di 84 mesi (non arriviamo ai tradizionali 120 mesi);
  • Un ammontare massimo lordo (cioè la somma di capitale ed interessi) limitato a 20.000€.

Insomma, non è facilissimo finanziare i Dipendenti di Piccole Aziende. Se però il Dipendente lavora da alcuni anni in un’azienda solida allora la pratica può essere presentata con ottime probabilità di successo.

L”iter di una pratica di Cessione del Quinto per Dipendenti di Piccole Aziende è di circa 30 gg.

Federico Evangelista

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Prestiti per Pensionati nuove pagine

martedì, 24 marzo 2009

Prestiti a Pensioanti

Gentili Lettrici e Lettori,

GruppoMoney.it prestiti personali ha preparato delle pagine specifiche per


Prestiti Pensionati INPS

Prestiti Pensionati INPDAP

Prestiti Pensionati IPOST

Prestiti Pensionati ENPALS

Se ricevi la Pensione da uno di questi Enti Previdenziali vai subito a leggere la pagina sulla Cessione del Quinto dello Stipendio dedicata esclusivamente al tuo Ente.

Trovera informazioni utili sul Prestito e tutti i consigli necessari per avviare velocemente la pratica.

Grazie per l’attenzione e buona lettura,

lo Staff di Gruppomoney.it – Prestiti Personali

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Cessione del quinto e deleghe ai dipendenti ANAS

giovedì, 19 marzo 2009

Come molti sanno, un dipendente privato o pubblico ha diritto ad avere una Cessione del Quinto con rata massima pari al 20% del suo stipendio netto e, qualora l’azienda o l’ente da cui dipende lo conceda, può richiedere anche una Delegazione di Pagamento per un altro 20% dello stipendio. In totale, quindi, si può arrivare, tra cessione e delega, al 40% della propria retribuzione.

Questo permette, soprattutto per i dipendenti pubblici e parapubblici, (che non hanno limitazioni legate al TFR) di poter ottenere anche cifre piuttosto elevate.

A questo proposito sono lieta di comunicarvi che i dipendenti di ANAS S.p.A possono richiedere un finanziamento con cessione del quinto con rata fino al 20% dello stipendio netto a cui possono affiancare una delegazione di pagamento con rata massima di ben il 30%. Per un totale, quindi, del 50% della propria retribuzione netta.

Possono usufruire di questa possibilità anche coloro che hanno una bassa anzianità di servizio.

La documentazione sarà richiesta direttamente da GruppoMoney.it. Ci occorre semplicemente una  vostra Autorizzazione via fax (02.55.700.205) o e-mail (info@gruppomoney.it) insieme ai documenti personali e alla busta paga. Saremo noi a dialogare direttamente con l’amministrazione.

I tassi sono ottimi e la pratica è semplice!

Per maggiori informazioni o per un preventivo personalizzato chiamatemi al Numero Verde 800.19.44.44 o compilate la FORM di richiesta contatto.

Fatiha Chtatou

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Prestiti a pensionati. La pensione minima “di sopravvivenza”

venerdì, 23 gennaio 2009

Ormai tutti sanno che  i pensionati di tutti gli enti pensionistici (INPS, INPDAP, ENPALS, ENASARCO, IPOST ecc.) possono cedere fino a un quinto della propria pensione mensile quale modalità di rimborso di un prestito con durata massima decennale.

Un fatto che pochi conoscono, però, è che le legge prevede che, al netto della rata, debba sempre residuare un ammontare minimo di pensione  che di recente è stato fissato a 458€ (la cosiddetta “pensione minima di sopravvivenza”). Ovviamente la norma riguarda solo chi beneficia di una pensione di modesto ammontare.

Un esempio per chiarire il concetto: ipotizziamo un pensionato che percepisce una pensione di 540€ mensili. Il quinto di detta pensione è di 108€ (540€:5) ma la sua quota cedibile risulta essere più bassa perché, tolta la rata di finanziamento, gli deve obbligatoriamente rimanere una pensione di almeno 458€. Calcoliamola: 540€ – 458€ = 82€.

E’ questa la rata massima che il pensionato potrà scegliere di farsi addebitare.

Corrado Rebagliati

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Ancora sui compensi provvigionali dei mediatori

giovedì, 22 gennaio 2009

Navigando su Internet mi imbatto in un articolo che parla di cessioni del quinto:

“A.A. ottiene un finanziamento da (Società Finanziaria) XXX SpA di 10.751 euro e dopo dieci anni dovrà restituirne alla società finanziaria 23.880, il 122% in più di quanto ricevuto. Di questa percentuale totale il 43% è costituito dagli interessi veri e propri (il Tan è al 4,5%), mentre il 79% è rappresentato dalla somma di: rimborso premi assicurativi, spese contrattuali, commissioni di intermediazione, commissioni bancarie, commissioni a XXX SpA. Un prestito, dunque, piuttosto esoso e non solo per i tassi d’interesse.

Qui nasce il caso. Il presidente di XXX SpA, M. V., ha spiegato che questo contratto (di cessione del quinto) ha un costo assicurativo importante proprio perché il finanziamento in questione è particolarmente rischioso dal punto di vista della solvibilità del datore di lavoro. Un’altra voce importante che grava sul contratto è legata alle provvigioni riconosciute al mediatore creditizio che incidono in modo rilevante sia sul costo sia sul Taeg.”

Quando ho letto queste cifre sono saltato sulla sedia. Il finanziamento sta pagando un tasso TAEG del 20,486%!! Il presidente della società finanziaria, interpellato dall’articolista, sembra “chiamarsi fuori” giustificando il costo con il premio assicurativo e con le provvigioni che ha dovuto pagare al mediatore.

Prima di continuare leggetevi questo mio “vecchio” post. Vi stigmatizzavo il fatto che le società finanziarie alimentano, di fatto, comportamenti quantomeno disinvolti da parte dei mediatori creditizi perchè permettono, a quest’ultimi, caricamenti provvigionali assurdamente elevati. Nel mio post menzionavo scandalizzato il 15/17% sul montante. Bene, le cose sono cambiate. La società finanziaria di cui sopra ora permette di caricare fino al 21% del montante!! Per darvi un’ordine di idee, il 21% di 23.880€ sono più di 5.000€! Una vera e propria truffa del mediatore ma avallata dalla società finanziaria.

Mi spiace per la persona che l’ha subita e mi spiace anche per i miei affari perché così si danneggia gravemente il mercato. Ribadisco che sarebbe ora che la Banca d’Italia regolamentasse la materia.

Marco Benetti

P.S. il caricamento provvigionale medio del 2008 di GruppoMoney.it è stato del 4,98% sul montante totale erogato.

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