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La brutta storia di Linda per un prestito con Cessione del Quinto

mercoledì, 29 dicembre 2010

Cessione del quinto, la storia di Linda

Ho ricevuto una email da una utente del forum che ho deciso di pubblicare perché rappresenta una specie di compendio di come NON deve essere proposta una cessione del quinto. Ho ovviamente eliminato ogni riferimento personale e ho anche ottenuto dalla cliente il permesso di pubblicarla.

LEGGETE QUI L’INCREDIBILE STORIA DI LINDA

Che dire? Linda è stata particolarmente sfortunata. E’ incappata in una società di mediazione dai comportamenti a dir poco truffaldini (far firmare i contratti in aeroporto? Ma andiamo!), in un “funzionario” in malafede e senza scrupoli (la promessa fasulla del prestito personale, tra le altre cose) e per finire è andata anche a cozzare contro una società Finanziaria incompetente (che non sapeva di dover presentare all’ENTE la richiesta di trasferire le rate sulla pensione). Le conseguenze sono state disastrose per una persona che era già in difficoltà a causa della sua malattia.

Un’altra cosa di cui la cliente mi ha informato al telefono è che, dopo aver pagato 10 rate, il conteggio estintivo della FINANZIARIA ammontava a ben 38.500 euro. Quindi si è trovata a dover rimborsare ben 8.000 euro in più di quanto ricevuto come finanziamento. Una follia.

Linda ha deciso di adire le vie legali contro il comportamento della SOCIETA’ MEDIATRICE e contro il sig. D. e ha anche deciso di presentare un ricorso presso l’ABF per farsi restituire le spropositate spese di estinzione (si legga QUI). Ha la possibilità di recuperare circa 8.500 euro. Vi terrò informati sugli sviluppi.

Mi auguro che la sua esperienza possa servire, se non altro, ad aprire gli occhi a chi si trovasse in situazioni analoghe.

Ricordatevi tutti, sempre:

  1. la convenienza di una cessione si misura dal TAEG% (o ISC). Non dal TEG% e tantomeno dal TAN%;
  2. prima di firmare un contratto chiedetene SEMPRE una copia via fax o email o, ancor meglio, per posta. Avrete così il tempo di leggerlo con calma. Rifiutatevi di firmare dei documenti così importanti in situazioni di stress. Tantomeno in un aeroporto;
  3. se l’operazione vi viene proposta in due fasi assicuratevi sempre che anche la seconda operazione sia stata accettata in via definitiva. Altrimenti rischiate di trovarvi a metà del guado senza poter più andare né avanti né indietro.

Marco Benetti

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Attenzione ai falsi Tasso Zero!

venerdì, 8 gennaio 2010

Il falso tasso zero

Il falso tasso zero

La storia è vecchia ma sempre di moda: viene pubblicizzato un tasso zero che tale non è. Inoltre l’acquisto è molto spesso legato ad una carta di credito revolving a interesse carissimo!

Guardatevi questo interessante video di Altroconsumo.

Corrado Rebagliati

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L’Arbitro Bancario Finanziario

mercoledì, 21 ottobre 2009

Gentili Lettrici e Lettori,

un’importante novità si affaccia sul mondo dei prestiti personali e delle cessioni del quinto: l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).

Si tratta di un sistema “stragiudiziale” (vedi oltre) per la risoluzione delle controversie tra utenti del sistema bancario/finanziario e banche/società finanziarie.

Se una persona, per esempio, ritiene di aver subito un torto da parte di una banca o società finanziaria e non riesce ad ottenere soddisfazione con i normali reclami allora può rivolgersi all’ABF per ottenere giustizia.

Il ricorso a tale istituto è estremamente economico (costa infatti 20 € al massimo) e promettono sia veloce.

Stragiudiziale. Cosa significa?

Si tratta di un sistema di risoluzione delle controversie che sta prendendo piede, da qualche tempo, in Italia. Funziona così: la persona che ritiene di essere stata danneggiata, invece di rivolgersi alla Giustizia Ordinaria, affida la decisione ad un Ente indipendente che si prende la briga di decidere chi ha torto e chi ha ragione.

Il ricorso al sistema stragiudiziale permette di evitare l’avvio di una vera e propria causa con i conseguenti costi e lunghissimi tempi di giudizio.

E’ evidente che il sistema può applicarsi solo per controversie relativamente semplici (che però, nel nostro settore, sono la quasi totalità).

Ma chi è l’ABF?

L’Arbitro Bancario Finanziario è nominato e opera con mezzi della Banca d’Italia che, vi ricordo, è la massima autorità italiana che vigila sul sistema bancario.

La sua costituzione è stata prevista nel TUB (di cui sopra).
Le Banche e gli Intermediari Finanziari sono obbligati ad aderire a tale sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela.

Quali controversie possono essere arbitrate dall’ABF?

Le regole sono le seguenti:

- Le controversie devono essere relative a  importi inferiore i 100.000€

- Devono essere eventi accaduti non prima del 1/1/2007

- L’Ente con cui di ha la controversia deve essere un Intermediario Finanziario di cui agli artt. 106 e 107 del Testo Unico Bancario (TUB), cioè deve essere una Banca o una Società Finanziaria.

Non si possono quindi redimere controversie con Mediatori Creditizi o con Agenti in Attività Finanziaria.

Per dirvela in termini ancora più semplici, non potete ricorrere contro la persona o la società che vi ha proposto la cessione del quinto ma solo con la Società Finanziaria o Banca a cui è intestato il contratto di cessione del quinto;
dovete dimostrare di aver già avanzato un normale reclamo da almeno 30gg e di non aver avuto risposta o soddisfazione. La logica è che dovete dimostrare aver già tentato di ottenere ragione con le procedure “normali”
dovete anche dimostrare che non sono passati più di 12 mesi dalla data del reclamo di cui sopra.

Come ci si rivolge all’ABF?

Ci si rivolge esclusivamente per iscritto. Dovete compilare un modulo e allegare idonea documentazione. Non si può parlare per telefono o andare di persona.

Quali poteri ha l’ABF?

Può sembrare paradossale ma l’ABF non ha alcun potere vincolante. Entrambe le parti possono decidere di non adempiere alla sua decisione e quindi di ricorrere alla Giustizia Ordinaria.

Il vero potere dell’ABF è la cosiddetta “Moral Suasion” cioè un’autorevolezza morale derivante dall’essere un Ente di Banca d’Italia che fa sì che ben difficilmente una società finanziaria si prenderà la libertà di non “obbedire” a una sua disposizione.

Inoltre la mancata ottemperanza comporterà l’iscrizione in un elenco pubblico di società inadempienti. Risulta chiaro che l’essere iscritti in tale elenco esporrà le società finanziarie ad una specie di “pubblica gogna” con conseguenti perdita di immagine e rischio di maggiori controlli sul loro operato da parte di Banca d’Italia.

Quanto costa ricorrere all’ABF?

Sembra incredibile ma la cifra è di soli 20€ che verranno anche restituiti se la decisione di ABF è favorevole all’utente!

Conclusioni

Beh, che dire? Mi sembra uno strumento davvero potente (almeno sulla carta – staremo a vedere) di tutela di una fascia “debole” della popolazione contro lo strapotere del sistema bancario. Uno strumento semplice, veloce ed assolutamente economico. Se funzionerà realmente diventerà uno spauracchio per le società finanziarie che dovranno rivedere le loro procedure per limitare al minimo i ricorsi. Insomma per me è stata una bella sorpresa.

Il sito dell’ABF (tra l’altro un esempio di chiarezza e semplicità) è questo:

http://www.arbitrobancariofinanziario.it

mentre qui:

http://www.arbitrobancariofinanziario.it/rightbar/guida/Guida_sito_web-ottimizzato.pdf

potrete scaricare un documento PDF con tutte le istruzioni dettagliate.

Invito chiunque abbia già ricorso all’ABF a raccontarci la sua esperienza commentando questo post o scrivendo sul nostro Forum.

Marco Benetti

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Visite a domicilio? No, grazie!

giovedì, 24 settembre 2009

Vorrei attirare l’attenzione su un post a mio giudizio molto interessante comparso sul nostro forum.

Un nostro utente ha voluto raccontare la disavventura di sua madre, pensionata, che ha richiesto un preventivo ad una società finanziaria, ha ricevuta la visita (non richiesta) di un funzionario, ha dovuto firmare delle carte che non ha avuto il tempo di valutare con attenzione e alla fine si è trovata a dover accettare un prestito molto diverso da quello preventivato inizialmente.

Ho già avuto modo di mettere in guardia da queste visite a domicilio di funzionari di società finanziarie.

La visita a domicilio dovrebbe rappresentare un’agevolazione per il cliente ma viene molto spesso usata quale arma di pressione psicologica per indurre la persona a fare delle scelte affrettate e non ragionate. Quando va bene.

Leggetevi la disavventura di Antonio.

Marco Benetti

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Truffe prestiti: Agenzie Finanziarie che promettono l’impossibile

lunedì, 8 giugno 2009

Voglio mettervi in guardia contro una tecnica di convincimento molto truffaldina adottata  da alcuni mediatori creditizi. Una testimonianza diretta di una persona che ci ha contattato di recente può rendere chiaro il meccanismo.

Troppe rate da pagare a fine mese
Il mutuo da pagare, la rata della macchina e il finanziamento per i mobili. In totale circa 1.500€ al mese. Troppi per un famiglia con due buste paga normali.

Il Sig.Giovanni aveva necessità di un consolidamento, cioè di una somma di 24.000€ che gli sarebbe servita a estinguere i due finanziamenti personali in corso pagando un’unica rata. I due prestiti presentavano un capitale residuo di circa 12.000€ ciascuno.

Abbiamo esaminato i documenti: il cliente per le sue caratteristiche (busta paga, anzianità di servizio, dimensioni dell’azienda ecc) poteva ottenere un MASSIMO di circa 10.000€.

Questo era stato il nostro preventivo e il cliente – giustamente – aveva rinunciato poiché, nonostante le condizioni vantaggiose, la somma non era sufficiente a estinguere nessuno dei due prestiti. Richiedere tale finanziamento avrebbe significato peggiorare la propria situazione finanziaria perché avrebbe solo aggiunto un’altra rata a quelle già in corso.

La falsa promessa
Dopo un mese Giovanni ci ha richiamato disperato raccontandoci che cosa gli era capitato:
aveva riprovato con un altro mediatore creditizio facendo presente le sue necessità così come aveva fatto con noi. Ebbene, il mediatore si era detto certo di poter erogare l’intera cifra di 24.000€ ma suddivisa in due rate: la prima di 9.000€ entro 15 giorni e la seconda di 15.000€ dopo 2/3 mesi. Di fronte ai dubbi di Giovanni il mediatore aveva dichiarato di essere sicuro di quanto promesso e che operazioni del genere lui le faceva tutti i giorni.

La beffa
Avviata la pratica Giovanni otteneva i 9.000€ iniziali e li depositava sul suo conto corrente in attesa di ricevere i restanti 15.000€ promessi.
Da questo punto in poi, però, il mediatore diventava difficile da rintracciare: sempre al telefono, in riunione, fuori ufficio. E sempre più imbarazzate diventavano le risposte telefoniche della sua segretaria.
Giovanni iniziava a comprendere  che la nostra offerta, illustrata nella maniera più chiara e trasparente, era la migliore proposta di finanziamento, ma purtroppo si era fatto illudere dal promessa del “baldo funzionario in giacca e cravatta”.

Per farla breve, Giovanni dopo 3 mesi di chiamate inutili riceveva una lettera in cui gli si comunicava che il secondo finanziamento era stato respinto.

Dalla padella alla brace
Giovanni aveva iniziato la pratica perché voleva chiudere due prestiti di cui faticava a pagare le rate e ora si trova nella situazione di non essere riuscito a estinguere un bel nulla e ad avere una terza rata trattenuta in busta paga (per di più a carissimo prezzo) che gli peggiora ulteriormente la situazione.

Il mio consiglio
Di storie così ne abbiamo sentite tante. Mediatori creditizi di pochi scrupoli approfittano dell’ingenuità dei clienti in difficoltà. Fingono di poter fornire una soluzione ai loro problemi per rifilare finanziamenti inutili, costosi ed controproducenti. Fanno promesse che sanno benissimo di non poter mantenere.

Ovvio e banale come sempre, il mio consiglio è quello di diffidare di chi offre soluzioni miracolose ed esageratamente diverse da quelle normalmente offerte dal mercato.
Se 10 banche vi offrono una cifra massima che varia da 9.000€ a 10.000€ e l’undicesima ve ne offre 20.000€ allora diffidate!

Marco Benetti

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Il rinnovo della cessione del quinto. Consigli importanti.

martedì, 19 maggio 2009
Abbiamo ricevuto una recensione negativa da parte di Ermanno, un cliente appena finanziato.
Ermanno si lamenta del fatto che, rispetto al preventivo proposto inizialmente, il netto erogato sia stato inferiore di ben 1.000€. Ho lasciato spazio a Corrado, che aveva seguito la pratica, per “discolparsi” però volevo approfondire la questione perchè mi
dà spunto per spiegare alcuni meccanismi importanti che è bene conoscere.

Il cliente aveva richiesto un rinnovo su una preesistente cessione di importo ancora molto elevato. Ho già avuto modo di spiegare che estinguere una cessione con una lunga durata residua non è mai conveniente perchè la “vecchia” Banca addebita nel conteggio estintivo tutte le spese accessorie al prestito che non sono state ancora ammortizzate (compensi provvigionali del mediatore, premi assicurativi, spese di intermediazione, spese di istruttoria ecc.).

Quello che si risparmia estinguendo anticipatamente il debito è solo l’ammontare dei veri e propri interessi che nel contratto vengono indicati dal tasso TAN. Quando la cifra da estinguere è ancora elevata, diventa quindi fondamentale conoscere questo tasso TAN per poter effettuare una stima attendibile della cifra da rimborsare. Se invece non lo si conosce (è il caso in questione perchè il cliente aveva perso il contratto) allora si va “a occhio” ma il calcolo può risultare sbagliato di parecchio.

Ho alcuni importanti suggerimenti da darvi:
1) è meglio evitare di rinnovare cessioni del quinto o deleghe con durate residue ancora lunghe. Aspettate di aver pagato
almeno il 40% delle rate altrimenti la cifra da rimborsare risulta sempre superiore a quanto ci si aspetta;

2) per valutare la reale convenienza della pratica forniteci sempre il TAN del prestito da estinguere. Avremo così modo di
calcolare il conteggio estintivo e potremo darvi una stima sufficientemente precisa del netto erogato;

3) se state chiedendo dei preventivi per un rinnovo a diverse finanziarie, fate la vostra scelta sulla base del finanziato
netto del nuovo contratto proposto piuttosto che su quanto vi promettono di “mettervi in tasca”. Mi spiego meglio: ipotizziamo che un cliente stia valutando di rinnovare una cessione già in corso di rata 200€ e durata residua di 80 rate. Richiede il preventivo a due diverse finanziarie:

Preventivo A: la prima finanziaria gli propone una rata di 300€ per 120 mesi con netto erogato di 24.500€. Poi stima il debito residuo da estinguere a 13.800€ per cui il “netto in tasca” risulta essere di 24.500€ – 13.800€ = 10.700€;


Preventivo B: la seconda finanziaria gli propone una rata di 300€ per 120 mesi con netto erogato di 24.300€. Poi stima il
debito residuo da estinguere a 13.400€ per cui il “netto in tasca” risulta essere di 24.300€ – 13.400€ = 10.900€

E’ evidente che il primo preventivo è più conveniente perchè prevede un netto erogato più alto. Ma se il cliente valuta la pratica solo sulla base di quanto gli hanno promesso dopo avere estinto il debito allora potrebbe essere ingannato da una valutazione ottimistica (e spesso volutamente ottimistica) del debito da estinguere.

Possono sembrare osservazioni ovvie e scontate ma molto spesso la telefonata o il colloquio di preventivo si svolgono in questi termini: “le facciamo una rata di 300€ per 120 mesi, estinguiamo il debito residuo e le diamo una liquidità di circa 10.900€ netti”. Poi, al saldo, arriva la sorpresa.

La morale è: chiedete sempre il netto erogato (nei contratti viene spesso indicato come “netto ricavo”) e il TAEG!

Spero di esservi stato utile.
Marco Benetti
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CREDITO AL CONSUMO E CARTE REVOLVING. L’INCHIESTA DI ALTROCONSUMO

mercoledì, 29 aprile 2009


Sapete qual’è la sezione più visitata del sito GruppoMoney.it? Quella che parla del Consolidamento Debiti.

Da qualche tempo la richiesta che ci viene fatta più spesso è proprio quella di “sostituire tutte le rate con una sola”. Troppi debiti, troppe rate. Tante famiglie non arrivano più a fine mese perchè hanno accumulato troppi prestiti.

Come sono arrivate a questa situazione? Si è portati a pensare che dietro ci siano motivi importanti (malattie, perdita del lavoro ecc.) ma la realtà è spesso diversa. Ci si arriva perchè si tende ingenuamente a sopravvalutare la propria capacità reddituale e si fanno acquisti (spesso inutili) che in realtà non ci si può permettere.

Ormai qualsiasi cosa viene venduta a rate. Queste, a volte, diventano un sistema di pagamento quasi obbligatorio. Io stesso, quando ho comprato la lavatrice nuova, ho dovuto insistere con il venditore per poterla pagare in contanti!

E’ evidente che si tratta di un sistema malsano. I genitori a me hanno insegnato una cosa diversa: comprati solo quello di cui hai davvero bisogno e solo se hai i soldi per farlo. E pensare che di mestiere faccio il mediatore creditizio!

In questo sistema malsano una parte importante la svolge la disinformazione, portata avanti consapevolmente anche da società finanziarie di primaria importanza.

Attenzione, in particolare, alle carte revolving che sono particolarmente costose e subdole.

Leggetevi questi interessantissimi articolo di Altroconsumo:

Credito-al-consumo-rate-piccole-un-grande-bluff

Prestiti/tassi-nascosti-rate-care

Spero vi siano utili. Un saluto a tutti.
Marco Benetti

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Ancora sui compensi provvigionali dei mediatori

giovedì, 22 gennaio 2009

Navigando su Internet mi imbatto in un articolo che parla di cessioni del quinto:

“A.A. ottiene un finanziamento da (Società Finanziaria) XXX SpA di 10.751 euro e dopo dieci anni dovrà restituirne alla società finanziaria 23.880, il 122% in più di quanto ricevuto. Di questa percentuale totale il 43% è costituito dagli interessi veri e propri (il Tan è al 4,5%), mentre il 79% è rappresentato dalla somma di: rimborso premi assicurativi, spese contrattuali, commissioni di intermediazione, commissioni bancarie, commissioni a XXX SpA. Un prestito, dunque, piuttosto esoso e non solo per i tassi d’interesse.

Qui nasce il caso. Il presidente di XXX SpA, M. V., ha spiegato che questo contratto (di cessione del quinto) ha un costo assicurativo importante proprio perché il finanziamento in questione è particolarmente rischioso dal punto di vista della solvibilità del datore di lavoro. Un’altra voce importante che grava sul contratto è legata alle provvigioni riconosciute al mediatore creditizio che incidono in modo rilevante sia sul costo sia sul Taeg.”

Quando ho letto queste cifre sono saltato sulla sedia. Il finanziamento sta pagando un tasso TAEG del 20,486%!! Il presidente della società finanziaria, interpellato dall’articolista, sembra “chiamarsi fuori” giustificando il costo con il premio assicurativo e con le provvigioni che ha dovuto pagare al mediatore.

Prima di continuare leggetevi questo mio “vecchio” post. Vi stigmatizzavo il fatto che le società finanziarie alimentano, di fatto, comportamenti quantomeno disinvolti da parte dei mediatori creditizi perchè permettono, a quest’ultimi, caricamenti provvigionali assurdamente elevati. Nel mio post menzionavo scandalizzato il 15/17% sul montante. Bene, le cose sono cambiate. La società finanziaria di cui sopra ora permette di caricare fino al 21% del montante!! Per darvi un’ordine di idee, il 21% di 23.880€ sono più di 5.000€! Una vera e propria truffa del mediatore ma avallata dalla società finanziaria.

Mi spiace per la persona che l’ha subita e mi spiace anche per i miei affari perché così si danneggia gravemente il mercato. Ribadisco che sarebbe ora che la Banca d’Italia regolamentasse la materia.

Marco Benetti

P.S. il caricamento provvigionale medio del 2008 di GruppoMoney.it è stato del 4,98% sul montante totale erogato.

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Prestiti dipendenti Regione Siciliana

lunedì, 31 marzo 2008

GruppoMoney.it, attraverso la mandante Bipitalia Ducato – Banco Popolare, ha aderito alla Convenzione con la Regione Sicilia per l’erogazione di prestiti personali mediante cessione del quinto e deleghe di pagamento a condizioni agevolate ai dipendenti.

Prestiti Sicilia

In virtù di questa convenzione possiamo erogare ai fortunati Dipendenti della Regione Siciliana dei finanziamenti con durata di 60 o 120 mesi a tassi estremamente convenienti: i TAEG variano, infatti, da un massimo del 6,50% a un minimo del 5,80%!!

Chiamateci per un preventivo al Numero verde gratuito 800-194444 (solo da telefono fisso) o al numero 02-55-700146 se usate un telefono cellulare, altrimenti

RICHIEDETE UN CONTATTO O UN PREVENTIVO GRATUITO

compilando il modulo apposito.

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Il giusto guadagno

giovedì, 17 gennaio 2008

Riporto una discussione sul nostro Forum che ritengo molto interessante. Scrive Mario: “Salve, mi chiamo Mario e vorrei sapere se è possibile, qual è il compenso che deve ricevere un mediatore creditizio per una pratica di finanziamento. Esiste un compenso fisso o vi è una percentuale… chiedo questo per non incorrere in eventuali abusi da parte di “professionisti poco scrupolosi”… grazie mille”.

In una pratica di cessione del quinto o delega il compenso del mediatore creditizio è una percentuale applicata sul montante del finanziamento cioè sulla somma complessiva delle rate del prestito.

Tale percentuale viene stabilita dal mediatore creditizio stesso e può raggiungere livelli anche molto elevati, fino al 15/17%. Ovviamente tale costo viene detratto dal finanziamento netto erogato al cliente e quindi rappresenta un costo per lo stesso.

Ogni mediatore applica quindi la percentuale che ritiene di dover applicare. Sarà limitato da una serie di fattori che possono avere un peso più o meno rilevante a seconda del soggetto:
1) la propria Etica Professionale che gli suggerirà il limite tra il giusto guadagno e la truffa legalizzata (parlo di truffa perché, secondo me con percentuali sopra il 10%, di questo si tratta);
2) la Concorrenza che si trova ad affrontare. A questo proposito è evidente che chi opera tramite Internet è obbligato, volente o nolente, a mantenere le proprie condizioni finali estremamente competitive perché si tratta di un mercato (quasi) trasparente. Il piccolo mediatore di provincia avrà magari le mani più libere;
3) il Tasso Soglia di Usura rilevato trimestralmente dalla Banca d’Italia sulla base dei dati medi che impone comunque un tetto invalicabile.

Quindi è il Mercato, in definitiva, che regola questi comportamenti. Ci tengo però a far notare che le Banche Eroganti che permettono ai propri mediatori di applicare percentuali del 15/17% alimentano, di fatto, dei comportamenti al limite della legalità. Sarebbe ora, sempre secondo la mia opinione, di assegnare dei margini di manovra molto più ristretti. Nell’interesse dei clienti ma anche di noi mediatori perché un mercato più sano è un mercato in cui, chi vuole, può lavorare meglio.

Marco Benetti

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