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I furbetti del quartierino

giovedì, 22 novembre 2007


Una e-mail ricevuta da un nostro Cliente mi dà l’occasione di scrivere un post davvero interessante:

Egregio Sig. Benetti.

ho avuto modo di comparare la Sua offerta e quelle di altre finanziarie , ….. una mia esplicita domanda è quella di capire , perchè Lei telefonicamente , mi ha detto che i tempi sono piuttosto lunghi , quasi un mese , ….. mentre altre finanziarie affermano tempi ristretti.
le faccio un esempio di una finanziaria interpellata :

una finanziaria errogatrice di XXXXX , con agenzia a XXXXX, mi garantisce in 48 ore ( 2 giorni lavorativi ) dopo la firma del contratto un acconto di 2000 euro , il restante dopo una settimana , liquidando direttamente la vecchia finanziaria ” XXXXX ” .

Non crede che i tempi da Lei premessi siano piuttosto lunghi …..? Resta di fatto che il Suo preventivo l’ho trovato interessante , desidero solo capire perchè i tempi così lunghi da Lei formulati.

Cordialità .

Sig. XXXXX,
voglio risponderle illustrandole l’iter di una pratica di Cessione del Quinto. Consideri che, a parte gli eventuali ritardi e inefficienze l’iter è lo stesso per qualsiasi società finanziaria. E’ facile rendersi conto che i tempi promessi di una settimana sono una bufala utile solo ad accaparrarsi la pratica:
1) occorre farsi compilare il Certificato di Stipendio dall’Ufficio Personale. Mediamente 4 o 5 giorni lavorativi (hanno prima gli stipendi da preparare, il Responsabile non sempre è presente, l’impiegata è in malattia, ecc. ecc.);
2) pronto il Certificato, la pratica va deliberata dalla Compagnia di Assicurazione: 1 giorno se la sua Azienda è già conosciuta, 2/3 giorni se non è stata ancora censita;
3) Alla firma del contratto si può erogarle entro 24 ore l’acconto. Questo lo posso promettere anch’io;
4) Una copia del contratto va notificata alla sua Azienda. La notifica, per legge, deve essere effettuata da un Tribunale: 2/3 giorni per la spedizione del plico (preparazione, registrazione, protocollo ecc.) e 4/5 giorni per la consegna postale;
5) Allegato al contratto vi è l’Atto di Benestare che l’azienda ci deve far avere firmato per accettazione finale. A noi è sufficiente anche un fax ma comunque aggiunga mediamente 3/4 giorni lavorativi (come al punto 1: malattie, ferie, stipendi ecc.);
6) ricevuto il fax del Benestare il giorno dopo liquidiamo, finalmente, il saldo.

Come vede, sig. XXXXX, una pratica correttamente lavorata può essere erogata in un periodo di tempo che va dalle 2 alle 4 settimane. Se non ci sono imprevisti.

“Garantire” una settimana è davvero poco serio.

Marco Marco Benetti

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La solita banda bassotti..tris!

mercoledì, 21 novembre 2007

Ci risiamo!

Dopo la banda bassotti e la banda bassotti bis ecco che nuovi “modus operandi truffaldini” ci vengono raccontati dai nostri clienti. Per spiegare in quale modo questi operatori del settore siano riusciti ad avere un comportamento poco trasparente devo però fare alcune premesse.

Dal 2006 non si possono più fare tre trattenute a molti dipendenti statali che fino a quel momento avevano invece goduto di tale possibilità.

In pratica fino a metà del 2006 molti dipendenti statali (insegnanti e dipendenti amministrati dalle DPSV-dipartimenti dei servizi vari ex dipartimenti del tesoro; carabinieri; militari;dipendenti della marina; finanzieri; poliziotti di alcune questure specifiche) potevano ottenere:

una cessione del quinto per un massimo del 20% dello stipendio netto

una delega per un massimo del 20% dello stipendio netto

una terza trattenuta (detta anche doppia delega) per un massimo del 10% dello stipendio netto

La legge ora non permette più questo e molte amministrazioni statali si sono adeguate lasciando, alcune di loro, solo la possibilità eventuale di fare un’unica delega che vada oltre il quinto dello stipendio netto e che sommata alla cessione non superi però il 50% dello stesso.

Alcuni operatori, dunque, pare si siano approfittati di questo passaggio della legge e, chiamati i clienti di cui conoscevano la situazione, li abbiano convinti a rinnovare il prestito per accorpare due delle tre rate come se fosse la legge ad obbligarli a farlo.

Chiariamo che non c’è alcun obbligo di accorpamento di due rate se non si vuole accedere a nuovi finanziamenti.

Ovvero chi ha tre trattenute e non vuole rinnovare i prestiti può continuare ad averle fino al termine del finanziamento.

Inoltre c’è da dire anche che spesso, quando si rinnovano prestiti dove l’estinzione è molto elevata (per accorpare due rate in una si estinguono ben due prestiti in corso) alcune finanziarie poco serie permettono operazioni anche quando la liquidità finale del cliente (quella ricevuta dopo aver estinto i prestiti) è inferiore al 15% del lordo.

E’ bene chiarire anche questo punto. Non è illegale farlo ma eticamente assolutamente scorretto!

La nostra società infatti si rifiuta di avviare finanziamenti in questo caso. Per fare un esempio pratico:

386 euro x 120 rate = lordo 46.320

il netto finale (quello ricevuto sul proprio conto dopo che sono stati estinti i prestiti presenti) non deve certamente essere inferiore 7.000 euro

Eliana Matania  Eliana Matania

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La solita “banda bassotti” bis

venerdì, 7 settembre 2007

quello che ho descritto nel post precedente purtroppo sembra accada anche per altre tipologie di lavoratori. Alcuni clienti ci riferiscono infatti questi eventi. La categoria di lavoratore è quella statale e nella fattispecie guardia di finanza. Bisogna intanto premettere che i dipendenti statali possono avere sul loro stipendio una cessione del quinto e una delega del quinto. Mentre la cessione del quinto può essere fatta con qualsiasi banca/finanziaria (autorizzata chiaramente a questa tipologia di prestito) per fare la delega a un finanzierie, ad esempio, la banca/finanziaria deve avere una specifica convenzione con l’ente amministrativo.

Ecco allora quello che accade:

il cliente si rivolge ad una finanziaria/mediatore creditizio (spesso in questi casi in loco) e gli viene assicurato che può ottenere sia cessione che delega ma che prima deve avviare la cessione e non appena erogata la cessione, dopo un paio di giorni, potrà avere l’erogazione della delega anche se il contratto ancora non è stato firmato e soprattutto notificato all’ente amministrativo (il che naturalmente è impossibile). Il cliente, spesso convinto dalla bontà di un’agenzia in loco che vanta il poter fare tutto personalmente consegnando i contratti all’ente amministrativo, firma quindi il solo contratto di cessione ma quando arriva l’erogazione della cessione gli viene riferito che la delega non può essere fatta, adducendo colpe dell’ente amministrativo, o potrà essere erogata dopo mesi e mesi (il tempo necessario affinchè la banca/finanziaria si convenzioni con l’ente specifico)

Insomma anche in questo caso, pur sapendo dall’inizio la non possibilità di erogare un secondo prestito, si “afferra” il cliente in maniera diciamo “truffaldina”

Il consiglio in questo caso è verificare appunto che la banca erogante (non il mediatore ma la banca erogante come specificato sui contratti) sia convenzionata con il proprio ente amministrativo per la delega

Eliana Matania  Eliana Matania

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la solita “banda Bassotti”

giovedì, 30 agosto 2007

Non la si può chiamare realmente “truffa” ma certamente è comunque un raggiro del cliente il quale non sempre conosce nel dettaglio le varie e reali possibilità di ricevere un prestito personale.

Ultimamente alcuni clienti ci riferiscono un “modus operandi” particolare, nei confronti di una specifica categoria di clienti, di alcuni operatori del settore:

Un cliente, dipendente di una ditta privata con pochi mesi di anzianità di servizio, necessita di una cifra piuttosto elevata. L’operatore/mediatore gli conferma a parole che può averla ma che il “modus operandi” in questo caso è quello di fare prima una piccola cessione del quinto per una cifra di 4.000/5.000/8.000 euro e poi dopo tre giorni dall’erogazione della cessione potrà certamente avere una cifra superiore anche di 25.000 euro. Naturalmente niente di ciò viene messo per iscritto e alla fine il cliente si sentirà dire che per un motivo o per un altro il secondo prestito non è stato accettato.

Questo modo di operare è certamente “truffaldino” perchè l’operatore sa bene dall’inizio che non potrà mai erogare una cifra particolarmente elevata (oltre i 20.000 euro) ad un dipendente di azienda privata con poca anzianità di servizio (meno di un anno) e dunque in un certo senso “afferra” il cliente con un contratto inferiore alla cifra desiderata (l’unico fattibile in quel caso) promettendogli qualcosa in futuro che sa già di non poter poi mantenere.

In questi casi esiste un solo consiglio. Non fidatevi delle parole ma solo di ciò che viene messo per iscritto.

Eliana Matania

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Che fantasia!

giovedì, 19 aprile 2007

Questa non la conoscevo. Davvero fantasiosa. Si ricollega senz’altro al post precedente. I truffatori se le inventano tutte; ci sarebbe quasi da divertirsi se non fosse per il fatto che rubano i soldi a famiglie che ne hanno già bisogno. Beh, li hanno presi.
Marco Benetti

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I fondi spesa: la solita truffa

martedì, 10 aprile 2007

Ieri sera mi sono visto su Striscia la Notizia l’ennesimo servizio sulla truffa dei fondi spesa delle società finanziarie cioè sulle spese iniziali che vengono richieste per avviare la richiesta di finanziamento. Come TUTTI dovrebbero ormai sapere, questi costi vengono poi persi nel caso la pratica venga rifiutata.

I video sono qui e qui
Le giustificazioni addotte dai miei esimi colleghi sono spesso fantasiose (assicurazioni, costi di indagine, ecc) ma, come ho più volte messo in evidenza, non sono mai giustificate e se superano livelli modesti (dell’ordine dei 40/50 euro al massimo) sono spesso l’obiettivo ultimo del mediatore. In altre parole il collega punta più a farsi dare il fondo spesa piuttosto che a erogare il finanziamento.
Tenete sempre a mente che:

- il mediatore non sostiene mai costi di indagine (ricerche su banche dati e simili) perchè rimangono a carico della Banca o della Società Finanziaria a cui la pratica viene presentata;

- non esistono costi di assicurazione che debbano essere richiesti prima che la pratica venga accettata ed erogata;

- che le Banche e Società Finanziarie eroganti il credito hanno dei parametri ben precisi per l’accettazione delle richieste per cui il mediatore facendo alcune domande al cliente si può già fare un’idea piuttosto precisa sulle possibilità che la pratica ha di essere accettata. Quindi se promette di poter erogare un finanziamento di 20.000€ a un dipendente con 6 mesi di servizio, ad esempio, è perchè sta mentendo e sta solo puntando a farsi dare il fondo spesa.

Marco Benetti

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Compensi provvigionali dei mediatori creditizi

venerdì, 26 gennaio 2007

Vi segnalo un post sul nostro forum che ritengo molto interessante. Riguarda l’argomento compensi provvigionali dei mediatori creditizi nelle operazioni di cessione del quinto e delega di pagamento. Tutta roba che è indispensabile conoscere se si sta pensando di fare un finanziamento di questo tipo!
Marco Benetti

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