Riporto una discussione sul nostro Forum che ritengo molto interessante. Scrive Mario: “Salve, mi chiamo Mario e vorrei sapere se è possibile, qual è il compenso che deve ricevere un mediatore creditizio per una pratica di finanziamento. Esiste un compenso fisso o vi è una percentuale… chiedo questo per non incorrere in eventuali abusi da parte di “professionisti poco scrupolosi”… grazie mille”.
In una pratica di cessione del quinto o delega il compenso del mediatore creditizio è una percentuale applicata sul montante del finanziamento cioè sulla somma complessiva delle rate del prestito.
Tale percentuale viene stabilita dal mediatore creditizio stesso e può raggiungere livelli anche molto elevati, fino al 15/17%. Ovviamente tale costo viene detratto dal finanziamento netto erogato al cliente e quindi rappresenta un costo per lo stesso.
Ogni mediatore applica quindi la percentuale che ritiene di dover applicare. Sarà limitato da una serie di fattori che possono avere un peso più o meno rilevante a seconda del soggetto:
1) la propria Etica Professionale che gli suggerirà il limite tra il giusto guadagno e la truffa legalizzata (parlo di truffa perché, secondo me con percentuali sopra il 10%, di questo si tratta);
2) la Concorrenza che si trova ad affrontare. A questo proposito è evidente che chi opera tramite Internet è obbligato, volente o nolente, a mantenere le proprie condizioni finali estremamente competitive perché si tratta di un mercato (quasi) trasparente. Il piccolo mediatore di provincia avrà magari le mani più libere;
3) il Tasso Soglia di Usura rilevato trimestralmente dalla Banca d’Italia sulla base dei dati medi che impone comunque un tetto invalicabile.
Quindi è il Mercato, in definitiva, che regola questi comportamenti. Ci tengo però a far notare che le Banche Eroganti che permettono ai propri mediatori di applicare percentuali del 15/17% alimentano, di fatto, dei comportamenti al limite della legalità. Sarebbe ora, sempre secondo la mia opinione, di assegnare dei margini di manovra molto più ristretti. Nell’interesse dei clienti ma anche di noi mediatori perché un mercato più sano è un mercato in cui, chi vuole, può lavorare meglio.

Marco Benetti
Il giusto guadagno
