Ormai tutti sanno che i pensionati di tutti gli enti pensionistici (INPS, INPDAP, ENPALS, ENASARCO, IPOST ecc.) possono cedere fino a un quinto della propria pensione mensile quale modalità di rimborso di un prestito con durata massima decennale.
Un fatto che pochi conoscono, però, è che le legge prevede che, al netto della rata, debba sempre residuare un ammontare minimo di pensione che di recente è stato fissato a 458€ (la cosiddetta “pensione minima di sopravvivenza”). Ovviamente la norma riguarda solo chi beneficia di una pensione di modesto ammontare.
Un esempio per chiarire il concetto: ipotizziamo un pensionato che percepisce una pensione di 540€ mensili. Il quinto di detta pensione è di 108€ (540€:5) ma la sua quota cedibile risulta essere più bassa perché, tolta la rata di finanziamento, gli deve obbligatoriamente rimanere una pensione di almeno 458€. Calcoliamola: 540€ – 458€ = 82€.
E’ questa la rata massima che il pensionato potrà scegliere di farsi addebitare.
Corrado Rebagliati
Prestiti a pensionati. La pensione minima “di sopravvivenza”
